Spesso le persone lo fanno senza nemmeno accorgersene: dal meteo al collega, dal traffico ai parenti, ogni scusa è buona per lagnarsi. Ma cos’è che ci spinge a lamentarci? E soprattutto perchè dobbiamo smettere di farlo?
Qualche giorno fa, un mio amico è tornato da un viaggio di piacere all’estero. Sono sicuro che avrà visto posti meravigliosi, avrà staccato la spina da tutta quelle serie di doveri ai quali deve sottostare tutti i giorni e si sarà sentito finalmente libero e felice come è giusto che sia. Nella chat di gruppo in cui ci sono anche altre persone, scrivo spesso che non mi piace leggere messaggi di “lamentela” per cose stupide (tipo la pioggia o il traffico) e allora, sapendo che lo avrei contestato ha scritto: “visto che sono tornato a casa dopo questa bellissima vacanza, almeno oggi, posso lamentarmi?”. Ovviamente la mia risposta è stata un secco “no, nemmeno oggi”. 😆
Tutti quanti noi cerchiamo la felicità e chi ha smesso di crederci la chiama in un altro modo. Te per esempio come la chiami? Serenità? Tranquillità? Le persone pensano che la felicità sia un’emozione estremamente forte, talmente forte che può durare solo pochi istanti mentre la serenità e la tranquillità vengono viste come qualcosa di più leggero e quindi di più duraturo. Ma come la chiami la chiami, la verità è che le persone non riescono ad essere ne felici, ne serene, ne tranquille. E sai perchè? Perchè si lamenta. Di tutto. Costantemente. Dalle piccole alle grandi cose. E la cosa più assurda sai qual è? Che non se ne accorge nemmeno.
In genere ci si lamenta di cose che pensiamo non sono sotto il nostro diretto controllo. Se piove non è colpa nostra. Se c’è traffico, idem. Se il collega ci mette i bastoni tra le ruote, non ne parliamo nemmeno. La vita ci rema contro e noi facciamo lo stesso con lei, in uno scontro infinito in cui alla fine è facile intendere chi avrà la peggio. Ma allora, (preparati alla domanda delle domande) se il nostro lamentarci non cambia nulla, se la pioggia continua a cadere, se il traffico continua ad aumentare, se il collega continua ad intralciarci, perchè continuare a lamentarci? Non sarebbe meglio smettere e iniziare a guardare le cose da un’altra prospettiva?
Se qualcuno ti desse una zappa per scavarti una fossa dove seppellirti, la scaveresti? No, di certo! Eppure lo fai ogni volta che ti lamenti. Ti uccidi lentamente e non ti permetti di imparare le lezioni che la vita cerca di darti per farti evolvere e diventare una persona migliore. Lezioni che se non impari in fretta diventano sempre più pesanti. Fino a quando non ti spingono così in basso da toccare il fondo. Il lamento è come una potente calamita. Più lo utilizzi come valvola di sfogo più ti accadono cose che ti spingono ad usarlo. Più sei negativo, più attrai negatività.
Per fare in modo che le cose vadano come vuoi tu, non serve cambiare città, lavoro, amicizie, partner. Non serve ricominciare da capo in un posto dove nessuno ti conosce, nella speranza di poter ricostruire tutto senza gli errori del passato. Non serve cambiare il capo o i colleghi di lavoro, i nostri affetti o quelli che pensavamo fossero tali. Conosco moltissime persone che sono inciampate in questo errore e che, puntualmente, non solo non hanno fatto dei passi in avanti ma addirittura sono tornati al punto di partenza.
So che non è facile. Cambiare le proprie convinzioni e i propri paradigmi è una sfida che non tutti vogliono accettare. Ci vuole coraggio (agire con il cuore) e la maggior parte delle persone non è ne pronta ne capace. C’è bisogno di passare ad un nuovo livello di consapevolezza e di assumersi la piena responsabilità per tutto ciò che ci accade.
Se stai sgranando gli occhi, ti capisco. Anche io all’inizio ho fatto fatica ad accettarlo. Ma se invece ciò che leggi ti risuona, continua ancora un po’. Se il tuo cuore ti dice cose che la tua mente non vuole sentire o vede cose che la tua mente non vuole vedere, è arrivato il momento di fare il primo passo. Se dentro di te percepisci che c’è qualcosa che non va, ma non sai dargli ancora un nome, è arrivato il momento di prendere il coraggio tra le mani e buttarti. L’universo saprà ricompensarti.



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