Dimmi con chi esci e ti dirò chi sei!

Ti piacerebbe diventare la versione migliore di te? E allora è arrivato il momento di provarci. Continua a leggere e scoprirai come.

Il mio coach dice sempre ognuno di noi tende a diventare simile alla media delle cinque persone con cui trascorre la maggior parte del suo tempo. Gli “amici” che ti scegli e con cui condividi la tua vita, rappresentano quindi il fattore più importate nel determinare la persona che sei o che diventerai.

Se, per esempio, ti circondi di persone che non amano fare attività fisica, si divertono solamente quando escono a mangiare o a bere e magari si lamentano per qualsiasi cosa, molto probabilmente o sei già così pure tu o ci diventerai ben presto. Al contrario, invece, cerca di passare il tuo tempo con persone a cui piace fare sport, che oltre al cibo hanno anche altri interessi, come le passeggiate, la lettura, il cinema, e che soprattutto siano persone “positive”, capaci di guardare la vita con gli occhi della “possibilità” e non della sciagura.

E questo è vero per qualsiasi area della tua vita: la salute, la forma fisica, la felicità, il successo. In giro vedo tante persone che cercano costantemente di migliorare uno o più di questi aspetti ma continuano ad essere trascinati verso il fondo da chi le circonda.

Ti è mai capitato di avere a che fare con qualcuno che crea dieci problemi per ogni possibile soluzione? Queste sono persone da evitare a tutti i costi. Sono facili da riconoscere, perché ogni volta che parli o esponi un’idea o un progetto, esordiscono con frasi tipo: “si, bello, ma…”, “mhhh… il problema è che…”, “ma se poi dovesse accadere che…”, “sei sicuro che…”. Frasi che però, bada bene, non ti suggeriscono davvero qualcosa di importante per aiutarti a migliorare ma che evidenziano solo problemi sulla tua idea o sul tuo progetto. Ovviamente la situazione si complica maggiormente se queste persone non ce le siamo scelte noi ma ci sono state affidate “dall’universo”. Alcune volte i nostri parenti più stretti possono essere davvero un grande guaio.

La cosa che ti posso dire è che bisogna essere molto forti e cercare di passare quanto meno tempo possibile con chi non ti incoraggia a diventare la persona migliore che potresti essere. Cerca persone che credono in te, che ti stimano e che ti possono aiutare ad evolvere. E se non ci riesci da solo, rivolgiti ad un Mental Coach che ti possa aiutare.

E’ risaputo che mediocrità richiama mediocrità. Non lasciare che le paure, i dubbi, le incertezze e le convinzioni limitanti di qualcun altro possano limitare, a sua volta, te stesso. Non te lo meriti. Prendi l’impegno costante di frequentare chi aggiunge valore alla tua vita e chi ti sprona a diventare la versione migliore di te. E se proprio non ci riesci, sono qui apposta per darti una mano. Provaci.

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Le due doti fondamentali per avere successo

Il successo richiede due doti che sono alla portata di tutti. Scopriamole insieme e capiamo come usarle al meglio.

Non si può essere persone di successo se non siamo anche consapevoli e responsabili. Quando parlo di successo spero di non evocare in te, immagini di case pazzesche, viaggi costosi e jet privati. Per “persone di successo” infatti, intendo dire “persone capaci di far accadere le cose”, non più traghettati nel mare oscuro del fato ma dalla nostra ferrea volontà.

La prima cosa è la consapevolezza. Essere coscienti dei propri pensieri e delle proprie azioni, sapere perfettamente cosa si dice e cosa si fa, essere presenti a se stessi in qualsiasi momento, senza farsi condizionare dalle proprie convinzioni limitanti o da quelle degli altri.

La seconda è sicuramente la responsabilità. Tutte le persone di successo sono responsabili, cioè abili a rispondere delle proprie azioni sapendone spiegare le ragioni e accettandone le conseguenze. Tutti i risultati positivi che otteniamo nella vita sono il frutto di questo senso ed esso ci ha permesso di progredire, migliorare e raggiungere vette altresì irraggiungibili.  Il problema nasce dal fatto che ne io ne te lo abbiamo mai chiesto. E’ una cosa che, anzi, abbiamo sempre rifuggito. Ti dico qualcosa di nuovo se ti domando “hai mangiato le verdure?; Hai fatto i compiti?; Hai lavato i denti?”. Impostaci dagli adulti, siamo cresciuti resistendo continuamente alla responsabilità delle nostre azioni, sviluppandone, piano piano, una sorta di avversione. Così siamo finiti nel far crescere dentro di noi degli atteggiamenti davvero deleteri (come la pigrizia) e imparando a scaricarli costantemente fuori di noi.

Ecco perché da adulti consapevoli è giunto il momento di prendere coscienza di tutto ciò e fare un primo passo verso il cambiamento, facendo crescere dentro di se questo senso di responsabilità. Per tutte le volte che hai fallito, che non sei riuscito a centrare il tuo obiettivo, che hai abbandonato il viaggio prima ancora di arrivare a destinazione, dando la colpa a qualcun altro o a qualche evento esterno, è arrivato il momento di cambiare le cose.

Quando lavoravo in palestra, capitava spesso che una persona che iniziava il suo percorso, si faceva accompagnare da un familiare o da un amico. Era quello che io chiamavo “compagno di responsabilità”. Lo “usavano” come sprono: nel caso qualche giorno avessero avuto la motivazione sotto i piedi, l’altra persona lo avrebbe risollevato e “costretto” all’allenamento. Se all’inizio non sei sicuro della tua consapevolezza e della tua responsabilità puoi fare così, oppure puoi rivolgerti ad un professionista come un Personal Trainer o un Mental Coach. Queste due figure, la prima nel campo delle attività motorie e la seconda in quello della vita quotidiana, ti aiuteranno con delle tecniche specifiche, ad aumentare la tua consapevolezza e a cambiare la tua opinione sulla responsabilità.

Provaci adesso!

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Più disciplina, più gioia

Pensiamo che essere disciplinati sia un qualcosa di estremamente gravoso, ma se invece ti dicessi che può aiutarti ad essere più felice? Continua a leggere e scopri come.

Anche se non è cosi ovvio, uno dei fattori che rende la vita delle persone sicuramente al di sotto delle loro potenzialità è l’attitudine a isolare gli eventi. Pensiamo che ogni cosa che facciamo e ogni azione che compiamo, sia completamente scollegata da tutto il resto. Io per primo, per esempio, pensavo che saltare un allenamento, procrastinare un progetto o mangiare schifezze, fosse solo un modo per prendermi una pausa momentanea dalla mia vita e che avrei recuperato non appena sarebbe stato possibile. Ma ho dovuto imparare a mie spese che non è così.

Tutte le azioni che compiamo, qualsiasi esse siano, sono tutte direttamente collegate da un filo sottile ed invisibile e le conseguenze positive o negative sono a dir poco monumentali perché anche il più piccolo dei nostri pensieri, ogni minuscola azione, determina il nostro futuro. Chi vogliamo diventare, infatti, è frutto di ciò che facciamo adesso e ogni volta che scegliamo la strada più facile al posto di quella giusta, stiamo dicendo al nostro inconscio che non siamo capaci di decidere quello che è meglio per noi.

Come dice Peter Voogd: “la disciplina crea lo stile di vita”. Ecco perché ogni volta che scegliamo volontariamente quello che è più giusto per noi, per la persona che vogliamo essere e diventare, stiamo sviluppando quel regolamento interno che ci servirà ad ottenere tutti i risultati che vogliamo. Quando decidiamo di procrastinare qualcosa non stiamo solamente rinviando quell’evento ma stiamo programmando il nostro inconscio a ripetere quello schema anche in altre occasioni, all’infinito. E’ come se gli stessimo dicendo: “non c’è nulla di male a non fare quello che ci siamo prefissati” insegnandogli a farlo di nuovo e di nuovo ancora, diligente come un treno sui suoi binari. Pensiamo che tutto sia slegato, che i nostri pensieri visibili siano completamente isolati da quelli che non possiamo percepire. Eppure sono lì e li alimentiamo tutti i giorni, ogni volta che scegliamo la strada più facile a quella più giusta per noi. 

Se vuoi diventare una persona migliore, devi smettere di dare la colpa al mondo esterno, alle persone che ti circondano o che non vogliono che tu possa brillare più di loro, perché ogni volta che lo fai, ti stai semplicemente auto-sabotando.

Come dice Hal Elrod: “ricordate sempre che chi state diventando è molto più importante di ciò che state facendo, e che, tuttavia, è ciò che state facendo a determinare chi state diventando”.

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Come ricomporre la tua vita in frantumi

Ho pubblicato questo post, qualche giorno fa, sul mio profilo Facebook ed è per questo motivo che lo ripropongo qui, a imperitura memoria, perché è stato il viaggio più bello della mia vita.

Sono sicuro che anche voi, come me, vi siete trovati nella situazione di voler spiegare a qualcuno che vi sta a cuore, le emozioni che state provando. Si fa molta fatica a razionalizzare qualcosa che razionale non è, eppure il desiderio di rendervi partecipi e di infondervi lo stesso stato di gioia, tranquillità e pace che sto provando io in questo momento, mi spinge a provarci lo stesso. 

Non avrei mai pensato di dire sono felice di “essermi rotto”, di “essermi frantumato in mille pezzi”, di “essermi visto esploso” davanti a me e di potermi guardare così. Pensavo che crollare fosse sintomo di debolezza, un male insopportabile da evitare a tutti i costi. E invece ho scoperto che è il più bel regalo che potessi mai desiderare perché quando riesci a vederti “in frantumi” puoi vedere tutto quello che normalmente non vedi. 

Vedere il me stesso a pezzi è stato a dir poco meraviglioso e il silenzio in cui l’ho osservato mi ha aiutato a distinguerne meglio le forme. I pezzi più grandi erano le cose più belle di me, quelle che nutro tutti i giorni, di cui vado fiero e faccio vedere a tutti. Quelli più piccoli, invece, erano le cose di cui ho paura, di cui ho vergogna, quelle che non voglio sentire e vedere, quelle che metto sotto al tappeto, quelle che nascondo a me stesso e agli altri.

Non è stato facile sentirsi così. La sensazione di riuscire a riconoscere i tuoi punti di forza e quelli di debolezza si è mescolata a quella di non sapere più chi sei e cosa vuoi. “Io sono così… Io mi conosco… Non è colpa mia… Non ho tempo” sono frasi che non ti puoi più dire, sono bugie che non ti puoi più raccontare, quando diventa tutto così chiaro e nitido.

Marco (Martone) e Cinzia (Scimia) [i miei coach] mi hanno regalato i biglietti per un bellissimo viaggio, insieme a persone che come me, avevano la voglia e la necessità di rompersi e ricostruirsi, di parlarsi con parole mai sentite prima, di ascoltarsi attraverso quelle degli altri, di vedersi con occhi nuovi e da angolature e prospettive mai provate prima. 

Ora, tornato a casa, tocca a me iniziare il gioco. Tocca a me capire come ricostruirmi, come mettere insieme il complicato ma affascinante puzzle che ognuno di noi è. Tocca a me trovare un nuovo equilibrio, un nuovo modo di vivere la mia vita. Tocca me e soltanto a me, darmi la possibilità di essere una persona migliore, perché quando ti rompi e ti fai in mille pezzi capisci che sei molto di più di quello che pensi di essere e che puoi avere molto di più di quello che pensi di meritare.

Ecco perché ho deciso di aiutare gli altri a fare il mio stesso viaggio: essere liberi di essere felici. Crea la tua nuova vita, cambia le tue abitudini, amati per tutto il bello che hai dentro e che ancora non vedi e non senti. #ProgettaLaTuaVita adesso.

Grato, per sempre. 

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Come diventare una persona di successo

Tutti vogliamo diventare persone felici e di successo, ma può sembrare un’idea vaga e quasi impossibile da realizzare. Eppure ci sono molti modi per raggiungere questo obiettivo: in questo articolo ti spiego come fare.

Se pensi di meritare una vita molto più soddisfacente, un passo molto importante da fare è quella di darle uno scopo. Molto spesso alla domanda, “ma tu cosa vuoi?”, le persone mi rispondono con “non voglio più…”. Cioè, mi sanno dire ciò che non desiderano ma non sono in grado di esplicitare qual è il loro obiettivo, la motivazione che li spinge ad alzarsi ogni mattina e a fare tutto ciò che è necessario per raggiungerlo.

La maggior parte delle persone, infatti, tende a vivere “alla giornata”, sognando un determinato successo o traguardo ma non facendo nulla di concreto per poterlo raggiungere. Si limitano a sopravvivere, ad arrivare a sera nel migliore dei modi possibili, scegliendo la strada più comoda, preferendo una gratificazione immediata ed effimera ed evitando qualsiasi tipo di disagio emotivo che li aiuterebbe a crescere.

Io stesso ne sono stato vittima per anni. Ho vissuto per troppo tempo senza uno scopo, rispondendo alla domanda scritta sopra con un “non voglio più” piuttosto che con un “voglio”. Ho evitato a lungo la tortuosa strada verso la crescita personale, accontentandomi di vivere una vita mediocre, fatta di persone e cose che non mi arricchivano dentro, di un lavoro che non mi faceva crescere ne umanamente ne professionalmente e con l’assurda convinzione di poter barattare la mia libertà con una labile sicurezza.

La Pandemia del 2020 mi è stata molto utile. E’ come se mi avesse svegliato dal sonno ipnotico in cui ero immerso e mi ha dato l’opportunità di capire che potevo avere molto di più, che potevo vivere una vita meno sicura ma più libera, meno incrostata dal fantasma della paura ma più felice. Così ho deciso che il mio scopo sarebbe stato quello di iniziare un percorso di crescita personale e spirituale, per diventare la persona che meritavo di essere: una persona di successo. E per “successo” non intendo avere una bella casa, una macchina costosa o tutti i soldi che desidero. Successo per me vuol dire “far accadere le cose che voglio” e quindi anche il raggiungimento di tutti i miei obiettivi.

Ma da solo non bastava e l’ho combinato con un secondo scopo, ancora più bello: rendere felici gli altri e arricchirli nel senso più ampio del termine. Dico sempre che il mio lavoro “mi ha salvato la vita”, mi ha preso e mi ha trasformato, mi ha reso più estroverso, più brillante, più energico e più positivo e ho pensato che potessi fare la stessa cosa, a mia volta, con i miei allievi. Così, vivendo ogni giorno nel rispetto dei miei scopi, sono riuscito a creare un’attività che oggi mi da tantissime soddisfazioni.

Per combattere e sconfiggere la mediocrità nella quale siamo abituati a vivere, dobbiamo avere uno scopo ben preciso. Un obiettivo che ci ispiri, che ci sproni a fare un piccolo passo in avanti tutti i giorni. Nel libro “The Rhythm of Life”, Mattew Kelly scrive uno scopo di vita che, secondo me, tutti dovremmo fare nostro: diventare delle versioni migliori di noi stessi.

Ovviamente non ci riuscirai in un giorno o in una settimana, ma se inizierai a lavorarci su, anche solo 5 minuti al giorno, noterai pian piano dei cambiamenti sempre più evidenti. Goditi il viaggio.

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Diventa la versione migliore di te

La crescita personale ci permette di trasformare le nostre vite partendo da dentro. In questo articolo ti spiego come.

Se pensi di meritare una vita molto più soddisfacente, devi darle uno scopo. Molto spesso, alla domanda, “tu cosa vuoi?”, le persone mi rispondono con “non voglio più…”. Mi sanno dire ciò che non desiderano ma non sono in grado di dirmi qual è il loro obiettivo, la motivazione che li spinge ad alzarsi ogni mattina e a fare tutto ciò che è necessario per raggiungerlo.

La maggior parte delle persone infatti, tende a vivere “alla giornata”, sogna un traguardo a cui arrivare ma non fa nulla di concreto per poterlo tagliare sul serio. Si limita a superare la giornata ed ad arrivare a sera nel migliore dei modi possibili. Sceglie la strada più comoda e preferisce una gratificazione immediata ed effimera. Preferisce restare nella propria “comfort zone”, evitando qualsiasi tipo di disagio emotivo che le aiuterebbe a crescere.

Io stesso ne sono stato vittima per anni. Ho vissuto per troppo tempo senza uno scopo, rispondendo a quella domanda con un “non voglio più” piuttosto che con un “voglio”. Ho evitato a lungo la tortuosa ma entusiasmante strada della crescita personale, accontentandomi di vivere una vita mediocre, fatta di persone e cose che non mi arricchivano dentro, di un lavoro che non mi faceva crescere ne umanamente ne professionalmente e con l’assurda convinzione di poter barattare la mia bellissima libertà con una labile e triste sicurezza.

La Pandemia del 2020 mi è stata molto utile. E’ come se mi avesse svegliato dal sonno ipnotico in cui ero immerso e mi ha dato l’opportunità di capire che potevo avere molto di più. Che potevo vivere una vita meno sicura ma più libera, meno incrostata dal fantasma della paura ma più felice. Così ho deciso che il mio scopo sarebbe stato quello di iniziare un percorso di crescita personale e spirituale, per diventare la persona che meritavo di essere: una persona di successo. E per “successo” non intendo avere una bella casa, una macchina costosa o tutti i soldi che desidero. Successo per me vuol dire “far accadere le cose che voglio” e quindi anche il raggiungimento di tutti i miei obiettivi.

Qualcosa dentro di me, però, mi diceva che da solo, questo scopo non bastava e così l’ho combinato con un secondo molto più grande e ancora più bello: rendere felici gli altri e arricchirli nel senso più ampio del termine. Dico sempre che il mio lavoro “mi ha salvato la vita”, mi ha preso e mi ha trasformato, mi ha reso più estroverso, più brillante, più energico, più positivo e ho pensato che potessi fare la stessa cosa, a mia volta, con i miei allievi. Così, vivendo ogni giorno nel rispetto dei miei scopi, sono riuscito a creare un’attività che oggi mi da tantissime soddisfazioni.

Per combattere e sconfiggere la mediocrità nella quale siamo abituati a vivere, dobbiamo avere uno scopo ben preciso. Un obiettivo che ci ispiri, che ci sproni a fare un piccolo passo in avanti tutti i giorni. Nel libro “The Rhythm of Life”, Mattew Kelly scrive uno scopo di vita che, secondo me, tutti dovremmo fare nostro: diventare delle versioni migliori di noi stessi.

Ovviamente non ci riuscirai in un giorno o in una settimana, ma se inizierai a lavorarci su, anche solo 5 minuti al giorno, noterai pian piano dei cambiamenti sempre più evidenti. Goditi il viaggio.

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La sindrome dello specchietto retrovisore

Se il tuo passato influenza costantemente la tua vita e le tue scelte è arrivato il momento di “guarire” leggendo questo articolo.

Se il tuo desiderio è quello di vivere la vita che davvero pensi di meritare, il primo passo da fare è, di sicuro, quello di cercare le cause che te lo impediscono e, successivamente, andarle a sradicare. L’essere umano è davvero affascinante perché riesce a complicarsi l’esistenza con enorme facilità e riesce a perdersi pur quando dovrebbe avere un percorso semplice e lineare.

Una delle maggiori cause della nostra infelicità è la sindrome dello specchietto retrovisore. Viviamo costantemente ri-ascoltando le cose che ci sono state dette, ri-guardiamo gli errori che abbiamo commesso e ri-percepiamo le sensazioni negative che questi avvenimenti ci hanno lasciato addosso. In pratica agiamo nel presente come se stessimo vivendo ancora nel passato, filtrando la nostra vita con il setaccio sbagliato. C’è una bellissima canzone di Ligabue, il peso della valigia, che ben riassume questo concetto. La protagonista trascina con sé le sue ansie, le sue preoccupazioni e tutti i suoi stress quotidiani in una pesante valigia di cartone ma solo alla fine del testo, scopre che in realtà la valigia è vuota. E’ così che facciamo anche noi: ci trasciniamo appresso un bagaglio che appesantiamo inutilmente.

Tempo fa ho conosciuto un ragazzo che mi piaceva molto. Un giorno mi ha confessato che secondo lui, tutte le persone che incontrava, prima o poi lo abbandonavano e che quindi non ci si potesse fidare di nessuno. “Qualsiasi cosa faccia per trattenerli, usciranno comunque della mia vita”, mi ripeteva. Indagai più a fondo su quella convinzione e alla fine scopri che era il suo passato a parlare per lui. Un paio di storie finite male, un paio di abbandoni, ed ecco che tutto il mondo girava così, in un loop senza fine. Così, ogni nuovo incontro, non era una nuova opportunità per smentire questa sua teoria, ma solo un pretesto per confermarla. Non ho mai provato a fargli cambiare idea con le parole, sapevo che sarebbe stato inutile, ma c’ho provato con i fatti, con l’esempio, ma anche in questo modo, non sono mai riuscito a rompere quello specchietto retrovisore con il quale lui viveva la sua esistenza, e alla fine la sua profezia si è (auto)avverata. Quando siamo convinti che una cosa andrà in un certo modo, andrà in quel modo e facciamo di tutto affinché le nostre teorie si avverino. E’ una strana e malsana forma di coerenza.

Ora, secondo te, continuando a comportarsi in questo modo, che speranza avrà di incontrare una persona che gli possa dimostrare il contrario?

Ti ho raccontato questa storia perché vorrei che almeno tu che mi leggi, sapessi che le convinzioni che ci costruiamo nella nostra testa sono dannatamente dannose. Sono come dei filtri che ci fanno vedere il mondo sempre nello stesso modo e non ci danno l’opportunità di cambiare e migliorare. Al bando quindi tutte quelle frasi in cui ti dici: “non fa per me”, “non sono capace”, “ci ho già provato, è tutto inutile”, perché così facendo ti stai precludendo la possibilità di imparare qualcosa di nuovo e soprattutto di fare qualcosa di buono. Al bando, ancora, tutte quelle frasi in cui ti dici: “lo sapevo”, “me lo sentivo”, “sono proprio sfortunato”, perché le difficoltà che ci si parano davanti non sono altro che il frutto dei nostri pensieri. Parla con te stesso in modo rassicurante, usa parole positive, ripetiti che sei capace di fare tutto e piano piano, nel tempo, se ne convincerà anche il tuo subconscio.

Dove sei adesso è frutto del percorso fatto nel passato, ma dove sarai in futuro sarà frutto del percorso che inizi oggi.

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I tre passi per una vita migliore

Le regole da seguire sono molto semplici. Basta solo un po’ di coraggio e tanta buona volontà. Vediamo insieme quali sono.

Sono sicuro che come me, anche tu, tutte le mattine ti svegli per affrontare la giornata nel migliore dei modi, per superare tutta quella serie di giustificazioni che sono nella tua testa e che non ti hanno ancora permesso di raggiungere i tuoi obiettivi. Quante volte ti sei detto “da lunedì mi metto a dieta” e poi, un aperitivo, una cena fuori, una festa di compleanno, e tutto è andato a farsi benedire? Quante volte ti sei detto “da settembre (e/o dal nuovo anno) inizio a fare un po’ di ginnastica” e poi, il lavoro, un impegno improvviso, un’influenza o un piccolissimo infortunio, ti hanno fatto deragliare verso altre direzioni? Tutti vogliamo avere una vita da 10, o per lo meno la sogniamo, ma solo il 5% delle persone riesce a farlo. Tutti gli altri si accontentano di una vita mediocre e vivono nel rimpianto di non essere riusciti a raggiungere ciò che desideravano. Magari dando la colpa ad eventi esterni che nulla hanno a che fare con quel viaggio che loro stessi, senza nemmeno saperlo, si sono negati. Ma come possiamo fare per rientrare in questo 5%? Già il solo fatto che mi stai seguendo, che stai leggendo il mio blog e, in particolare, questo articolo, mi fa sospettare che non sei più disposto ad accontentarti. Ecco perché ho deciso di premiarti e di indicarti quali sono i tre passi fondamentali per uscire dalla mediocrità in cui versa il 95% delle persone.

Il primo gradino che dobbiamo fare, per innalzarci al di sopra di questa percentuale, è quello della consapevolezza. Dobbiamo comprendere e accettare che la maggior parte delle persone non farà mai questo passo e continuerà a vivere una vita fatta di problemi e di rimpianti. Molte di queste persone sono nostri familiari, nostri amici e dobbiamo avere ben chiaro, nella nostra testa, che non possiamo fare nulla per “svegliarli” e fargli fare il nostro stesso percorso. A meno che, noi stessi, non diventiamo un esempio da seguire. Ricorda che per cambiare il mondo, dobbiamo prima cambiare noi stessi. Pensaci giusto per un minuto: tutti vogliono essere felici, eppure pochissimi riescono ad esserlo sul serio. Tutti vogliono una vita meravigliosa, eppure pochissimi riescono a viverla così come l’avevano sognata. La maggior parte delle persone si arrende alle prime difficoltà, con il pensiero che il sogno che hanno fatto da bambini sia irrealizzabile. C’è chi si butta sul cibo, chi viene colpito da ansia e depressione, chi su rapporti affettivi disfunzionali, chi sul consumismo più spietato. Una società di malati cronici che non sa di essere malata.

Il secondo gradino è quello di comprendere il perché. Se adesso ti chiedessi: “la vita che stai facendo è quella che avevi desiderato? La casa, la famiglia, il lavoro, i sacrifici per portare avanti tutto… Era quello che volevi?”. E’ una domanda molto particolare perché mi capita spesso di percepire che c’è chi questo problema non se l’è mai posto e chi, pur essendoselo posto, si è convinto che un’altra strada non sarebbe comunque stata possibile. Anche io pensavo lo stesso. E pure c’era qualcosa dentro di me che voleva esattamente il contrario e che sapeva che un’altra vita era possibile. Una vita in cui la mattina mi alzavo e potevo essere libero di fare ciò che volevo, dove volevo e con chi volevo. Una vita da amare sul serio. Una vita di “successo”, dove successo sta per “far accadere le cose che desideriamo”.

Il terzo e ultimo gradino è quello di iniziare a fare qualcosa di nuovo e di diverso. Decidi cosa vuoi, il tuo obiettivo, il percorso che dovrai fare per raggiungerlo, tutto ciò che ti serve per poterlo centrare e parti! Inizia. Non domani, non lunedì, non il nuovo mese o il nuovo anno. Smetti di procrastinare e comincia il tuo viaggio. Per fare la vita che sogniamo dobbiamo essere pronti ad impegnarci con costanza e dedizione, un piccolo passo alla volta. E’ come una maratona: lenta e senza sosta. La tua vita inizierà a cambiare solo quando deciderai di farlo sul serio, quando capirai che ciò che hai non è quello che meriti e che puoi avere molto di più. Sarà il giorno più bello e importante della tua esistenza perché starai iniziando a cambiare anche te stesso.

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6 segreti per rendere migliore la tua giornata

Qual è il modo migliore per svegliarsi al meglio e rendere il tuo “buongiorno” un buon giorno per davvero? Continua a leggere e scoprirai i 6 segreti per partire, tutti i giorni, con il piede giusto.

Come ti ho spiegato in un articolo precedente, tutte le mattine ho la buona abitudine di alzarmi presto e di iniziare la mia giornata con una routine che prevede 6 attività ben precise. A ciascuna dedico 5 minuti e mi aiutano a svoltare la mattinata (e di conseguenza il resto della giornata), dandole una carica di energia e di positività davvero incredibile. Se non ci credi, ti invito a provarle.

RESPIRAZIONE

In silenzio, con le cuffie nelle orecchie e una musica meditativa di sottofondo, mi metto disteso sul tappetino con la testa su un piccolo cuscino e, ad occhi chiusi, inizio a concentrarmi sul mio respiro. Lo ascolto, lo visualizzo e lo percepisco, mentre tutte le ansie e tutte le preoccupazioni sul mio futuro svaniscono a poco a poco. Dopo qualche minuto mi rendo conto di essere completamente calmo, rilassato e leggero, in pace con me stesso e con il mondo che mi circonda. E’ una sensazione bellissima che riesco a tenere con me fino a sera.

VISUALIZZAZIONI

Sempre in silenzio, resto a terra con gli occhi chiusi e visualizzo la mia vita (come sono, dove sono, con chi sono) così come voglio che sia tra 5 anni. Sono sicuro che anche tu, come me, hai un obiettivo da raggiungere: essere più magro o più tonico, migliorare la propria salute, migliorare la propria posizione lavorativa o addirittura cambiarla, imparare una nuova lingua… Io ne ho uno molto importante (che ovviamente non scriverò) e ogni mattina dedico 5 minuti alla sua visualizzazione. Mi vedo, mi sento e mi percepisco come se quell’obiettivo fosse già stato raggiunto e ne avverto tutte le bellissime sensazioni. Ti assicuro che è una figata pazzesca. All’inizio mi è risultato un po’ difficile, oltre che strano, ma dopo qualche giorno ci ho preso gusto e mi sono reso conto che ogni volta, aggiungo un particolare in più.

AFFERMAZIONI

Parlarsi in maniera positiva e ripetere delle frasi a contenuto potenziante è un vigoroso promemoria per la nostra mente affinché ricordi, senza sosta, il suo enorme potenziale. Le mie sono brevi e concise e hanno su di me un potere davvero enorme. Mi permettono di far salire immediatamente l’energia e il buon umore (tant’è che le pronuncio sempre con un bel sorriso sulle labbra) e mi permettono di ricordare che possiamo raggiungere tutti gli obiettivi che ci prefiggiamo se pensiamo di esserne capaci. Non farti fregare dalla voce critica che dentro di te lavora incessantemente per buttarti giù. Zittiscila e concentrati su tutto ciò che va fatto e andrà bene.

RISVEGLIO MUSCOLARE

Ho scelto 5 esercizi, 1 minuto per ognuno, che mi permettano di mobilizzare un po’ tutto il corpo e di iniziare la giornata con maggiore efficacia. E’ davvero straordinario come pochi minuti di attività riescano a svegliarti e ad energizzarti regalandoti una sensazione che poi ti porti dietro tutto il giorno. E’ il mio lavoro principale e ne sono sempre stato consapevole ma farlo da solo, su di te, di primo mattino, te ne cambia completamente la percezione. Sono solo con me stesso e con il mio corpo e mi godo il suo risveglio.

JOURNALING

Scrivo su una tastiera da quando avevo poco più di 8 anni. Ho una bella calligrafia ma ci metto troppo tempo, così per il mio diario quotidiano preferisco usare il pc. Lo accendo e inizio a scrivere, prima di tutto, quello che mi è capitato il giorno prima. Se qualche evento mi spinge a fare qualche riflessione, a pormi qualche dubbio o qualche domanda, la metto nero su bianco nella convinzione che così facendo sarà più facile trovare una risposta. Sapere cosa si è e cosa si vuole è molto molto importante. Poi, proseguo con le tre cose a cui sono più grato in quel momento. Ogni volta che lo faccio, anche quando scrivo di cose che apparentemente, ai più, possono risultare negative, mi sento immediatamente più leggero e più sereno. Tutte le cose che accadano nella nostra vita sono destinate a farci diventare persone migliori. Non sprecare mai l’occasione di chiederti “cosa devo imparare questa volta?”. Infine, scrivo tre cose che renderanno favolosa la mia giornata, con l’augurio e l’intento di realizzare tutte.

LETTURA

Infine, dedico gli ultimi 5 minuti alla ri-lettura di un libro. Mi piace riprendere dei libri che ho già letto e cercare, tra le pagine, qualche frase o qualche concetto che magari mi era sfuggito oppure che ho dimenticato. Sono del parere che i libri vadano letti sempre più volte. Anche a distanza di tempo. Cambiamo continuamente e quello che per noi non era importante nel passato può essere invece fondamentale nel presente.

30 minuti. 5 per ogni attività. Basta veramente pochissimo per iniziare il proprio cambiamento. Io lo paragono a quell’immagine tipica dei cartoni animati di una volta in cui una palla di neve diventa, a poco a poco, una valanga. Si inizia con miglioramenti minimi e poi, di giorno in giorno, in maniera esponenziale, diventi sempre più felice, motivato ed ispirato. Non sono mai stato una persona eccessivamente “negativa” ma anche io, dentro di me, ho notato come queste nuove abitudini mi abbiano dato molta più energia, motivazione e lucidità, dandomi la possibilità di stabilire obiettivi sempre più importanti, ideare nuove strategie e mettere in pratica un piano d’azione per incrementare le mie potenzialità.

E’ una routine che ho imparato dal mio Mental Coach e che poi ho personalizzato in base alle mie conoscenze e che ho deciso di chiamare MattinAttiva. Perché non la provi anche tu?  Se hai bisogno di una mano per iniziare, sono qui per aiutarti. Non esitare a chiedere il mio aiuto.

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Migliora la tua vita con il Personal/Mental Coach

Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di “Personal Coach” e di “Mental Coach”. Chi sono queste figure e quali sono i vantaggi che possono apportare alla vita di una persona?

Dopo aver spopolato in America, i trend messi in luce dalle ultime ricerche fatte in Europa sono molto chiari. Queste nuove figure professionali si stanno, pian piano, affermando anche nel Vecchio Continente, frutto anche dei numerosi benefici che le persone hanno dichiarato di aver notato dopo essersi affidati ai professionisti di questo nuovo settore.

Il Personal/Mental Coach è un facilitatore del cambiamento. Il suo intervento mira a guidare la persona in un percorso orientato al raggiungimento di obiettivi di vita, personali o professionali. Con le sue tecniche, migliora uno o più aspetti del comportamento di una persona, amplia le sue risposte comportamentali alle difficoltà della vita e gli fornisce nuove risorse con cui fronteggiare sfide e cambiamenti.

Tutti desideriamo cambiare qualcosa della nostra vita. Tutti aneliamo ad essere felici. Ma come in qualsiasi viaggio, c’è bisogno di capire da dove partire, dove andare e sapere perfettamente quando si è arrivati. E’ un percorso che non si può affrontare da soli ed è giusto intraprenderlo con qualcuno che ci sappia guidare alla perfezione. Queste figure hanno il compito di attivare le risorse che le persone hanno già dentro di se ma che per vari motivi non riescono a vedere e ad utilizzare.

Ora già so che ti stai chiedendo: “ma se il Personal/Mental Coach non crea nulla di nuovo e attiva ciò che è già presente, allora a cosa serve? Posso farcela anche da solo”. Se ci pensi per un attimo, è proprio questo ragionamento che, fino ad ora, non ti ha mai permesso di cambiare sul serio. Fermati un minuto e rispondi a queste domande: “quante volte ci hai provato? E quante volte hai fallito?”.

E’ vero che le risorse sono spesso già presenti ma non si sa come organizzarle bene ed utilizzarle al meglio. E’ un po’ come avere 1000 tessere di un puzzle sparse su di un tavolo e non avere la capacità di incastrarle per formare l’immagine voluta. Ecco, queste figure professionali sono quelle capaci di farti capire in che posizione metterle e di farti finalmente terminare il puzzle (e raggiungere l’obiettivo).

In alcuni casi, il Personal/Mental Coach, oltre al raggiungimento di uno specifico obiettivo, può determinare un vero e proprio cambiamento di tutta la persona, agendo su quel complesso ingranaggio che è la mente umana, con il suo insieme di emozioni, convinzioni, condizionamenti e capacità. Una vera e propria “magia” che permette a chi ne usufruisce di sentire con orecchie nuove, di vedere con occhi nuovi e di percepire la vita in un modo completamente diverso.

Se fai parte anche di tu di quel gruppo di persone che pensano di meritare molto di più di quello che hanno avuto finora, sia nel campo affettivo (familiari, amici, partner) sia in quello lavorativo (mansioni ricevute, colleghi, capo), allora il Personal/Mental Coach è la figura professionale che fa al caso tuo. Con lui, il cambiamento, è finalmente alla tua portata. Afferralo e non lasciartelo scappare!

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