La tua vita è il risultato delle bugie che ti racconti

Qui a Gran Canaria è tempo di GayPride. E qui lo si festeggia alla grande. C’è gente che viene da mezza europa per celebrarlo e anche se per la maggior parte dei gay è solo un modo ancora più facile e veloce per fare sesso (come se ce ne fosse bisogno), le sue origini sono comunque decisamente più nobili.

Prima di iniziare il mio percorso di crescita personale e mettermi finalmente al primo posto, anche io, come tante altre persone (non solo gay eh!?) facevo sesso in modo compulsivo. Solo che non mi ero mai chiesto perchè. O per lo meno non avevo mai indagato a fondo sulle reali motivazioni che mi spingessero a farlo. Avevo sempre pensato che lo facevo perchè mi piaceva e mi metteva di buon umore, mi scaricava dalle tensioni e per un po’ mi permetteva di staccare la spina da tutti i pensieri che affollavano la mia mente. Nel mondo LGBTQI+, fare sesso è molto facile. Nelle app di incontri, le chat sono prevalentemente a sfondo sessuale e capita molto di frequente che di una persona conosci prima le zone intime, poi il viso e poi (forse) il nome. C’erano stati momenti in cui avevo avuto anche due partner diversi nello stesso giorno e anche se non mi ritenevo un sesso-dipendente, c’era sicuramente qualcosa che non andava. 

Qual era la vera intenzione? Sono dovuto andare oltre la mente di superficie, oltrepassare tutta quella serie di scuse e bugie che raccontiamo a noi stessi per stare a posto con la coscienza e arrivare al nocciolo della questione. La sfida è stata proprio non fermarsi alle prime cose a cui pensavo, essere sincero, non giudicarmi e andare a fondo, lì dove risiede la verità. Scavando scavando, ho dovuto ammettere a me stesso che la reale volontà di tutto quel fornicare era quella di trovare un compagno con il quale passare il resto della mia vita: mi volevo innamorare. Io che andavo in giro professando di stare bene nel mio status da single, ho dovuto prima ammettere e poi accettare che in quegli incontri sessuali cercavo qualcuno che potesse alleviare tutte le mie ferite e farmi perdere nei suoi caldi abbracci. 

E’ strano. Passiamo tutta la vita a raccontarci bugie per paura di chissà quali conseguenze. Mentiamo a noi stessi celando le reali motivazioni che ci spingono a fare o a non fare qualcosa e reiteriamo lo stesso comportamento nella (segreta) speranza di essere contraddetti. Praticamente viviamo aspettando che qualcuno ci dica “ma che cazzo stai facendo?” e ci faccia cambiare idea.

La cosa più bella è che quando lo fai, quando finalmente porti alla luce tutto ciò che è nascosto nelle profondità del tuo essere, ti accorgi che tutte quelle paure che ti facevano restare in quel circolo vizioso, non hanno alcun fondamento. Accade così che quando te ne liberi, non solo ti rendi conto di quanto quel comportamento sia poco utile ma addirittura smetti di compierlo. Essere sinceri è una vera e propria medicina. Ti guarisce e ti rende una persona migliore.

Oggi che mi sono messo finalmente AL PRIMO POSTO, che ho imparato a non mentirmi, a non giudicarmi e a vincere le mie paure, ho smesso di buttare il mio tempo e soprattutto ho smesso di buttare il mio corpo, canalizzando le mie energie in forme e situazioni diverse. Forse farò anche meno sesso, ma quel poco che faccio ha una forza e un’intensità che non avevo mai provato prima. Ho scelto di essere sincero e ho avuto la chiave per accedere ad una vita più felice. E tu? Quanto tempo ancora vuoi mentirti?

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