Dal mio diario personale:
Ieri ho vissuto un’esperienza che non dimenticherò facilmente. Come tutte le altre volte, mi stavo preparando per la mia lezione di Pilates Desnudo, avevo acceso le candele e il palo santo (un legno sacro che quando viene bruciato sprigiona un profumo dolce e legnoso), e mai avrei potuto immaginare che quella sessione stava per lasciare nel mio cuore un segno così profondo e indelebile.
Durante la classe, ho avuto modo di interagire con una persona che mi ha raccontato la sua storia. Una storia fatta di perdite, dolori e malattie. Mentre parlava, mi sono reso conto che i suoi occhi, pur riflettendo un’indiscutibile sofferenza, emanavano una forza silenziosa, quasi impercettibile, che mi ha colpito veramente tanto.
Per la prima volta nella mia vita, non ho provato né pietà né compassione. Non ho riscontrato in me quel senso di dispiacere o di dolore che spesso, in passato, mi ha accompagnato durante l’ascolto di storie difficili. Al loro posto c’era qualcosa di diverso, qualcosa di più puro: un amore immenso e incondizionato.
Non so spiegare esattamente come o perché sia successo, ma ho sentito il bisogno irrefrenabile di abbracciarlo. Non un abbraccio formale o di circostanza, ma un gesto autentico, spontaneo, come se il mio cuore volesse comunicare ciò che le parole non erano in grado di esprimere. In quell’abbraccio c’era tutto: il desiderio di dirgli che non era solo e la certezza che la vita – per quanto dura – ci mette davanti a queste sfide per aiutarci a crescere ed evolvere.
Ho sentito dentro di me, scendere nella carne, una verità profonda: ogni difficoltà che affrontiamo è un’opportunità per diventare persone migliori. E lui, con la sua storia e il suo coraggio, me lo ha fatto vivere e sperimentare. Durante l’abbraccio è svanito tutto: era come se fossimo sospesi in uno spazio dove esisteva solo l’Amore, quello con la A maiuscola.
Questa esperienza mi ha fatto riflettere su quanto sia potente come forza trasformativa. Non parlo dell’amore romantico o condizionato da aspettative, ma dell’amore universale, quello che ci connette tutti come esseri umani. È stato un momento in cui mi sono sentito incredibilmente vivo, grato per tutto ciò che la vita mi offre – nel bene e nel “male”.
Spero che chiunque legga queste righe possa trovare ispirazione per guardare alle sfide della vita con occhi diversi: non come ostacoli insormontabili, ma come opportunità per scoprire chi siamo davvero e per coltivare quell’amore puro e incondizionato che ci rende (o dovrebbe renderci) “umani”.
La magia è ovunque intorno a noi. A volte basta solo aprire il cuore per accoglierla.



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