Anche io me lo chiedevo spesso. Ogni volta che mi accadeva qualcosa di grosso come un cambio di lavoro o la fine di un rapporto d’amore, mi fermavo a riflettere se il cammino che avevo fatto per arrivare dov’ero fosse stato quello più giusto per me. Non mettevo tanto in discussione da dove venivo, il passato è passato ed ero consapevole che non potevo più cambiarlo ma rimuginavo sul dove andare, sulla direzione da prendere e su come quel passato potesse condizionare il mio futuro.
Qualche giorno fa, in un botta e risposta con un mio amico, gli ho detto: “devi far morire una parte di te, uno dei tuoi tanto -io-. E credimi, nessuno vuole celebrare il proprio funerale. Ecco perchè dico sempre che il percorso (al primo posto) è solo per le persone più coraggiose, per quelle che davvero vogliono iniziare ad ascoltare se stessi, a guardare le cose da una nuova e più entusiasmante prospettiva, a prendere in mano la propria vita e a mettersi veramente (e sottolineo veramente) al primo posto”.
“Ma se poi capisco che ho sbagliato tutto nella vita?”. La risposta mi ha spiazzato e divertito allo stesso tempo. Non riuscivo a credere alle mie orecchie. Poi mi sono ricordato che le persone sono davvero molto affascinanti e i loro comportamenti lo sono ancora di più. Mi spiego: tu pensi che per te è importante raggiungere un certo obiettivo sulla base di determinati valori. Raggiungi l’obiettivo e ti rendi conto che non sei felice, che forse non era esattamente quello che volevi. Cosa fai? Non metti in dubbio i tuoi valori (non sia mai) ma i tuoi comportamenti, e pur di tenere fede a quei valori (che forse non sono nemmeno tuoi) rifiuti il cambiamento e continui a perseverare nell’errore.
In realtà non c’è nulla di sbagliato in quello che hai fatto e continui a fare. I comportamenti che hai sono perfettamente in linea con ciò che tu pensi sia importante per te. La verità è che tu non sai cos’è davvero importante per te. Forse lo è per tua madre e tuo padre, per le persone che frequenti, per la società in cui vivi, per l’ambiente in cui trovi… Ma non per te. Ed è tutto lì il tuo malessere: rendere felici gli altri (affinché ti vogliano bene) anziché rendere felice te (e volerti bene davvero).
La felicità è al di là di tutte le tue paure. Quanto tempo ancora vuoi stare male? A te la scelta.



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